Festival di Venezia, tornano le star di Hollywood. Cinque film italiani in gara- Corriere.it

di Valerio Cappelli

Il ritorno del cinema Usa: da Ridley Scott alle star. Tra i registi anche Paolo Sorrentino. Toni Servillo e Oscar Isaac mattatori: sono presenti con tre film

Hollywood, il glamour dei divi, i grandi autori italiani. C’ una bella aria ottimista attorno alla Mostra di Venezia (1-11 settembre): film molto attesi di registi importanti. Poi il ritorno delle major e delle stelle: Jessica Chastain con una riscrittura di Scene da un matrimonio di Bergman, Javier Bardem, Kirsten Dust con la regista Jane Campion, Isabelle Huppert, Olivia Colman con Dakota Johnson (esordio alla regia dell’attrice Maggie Gyllenhaal, dal romanzo La figlia oscura di Elena Ferrante), Kristen Stewart Lady Diana in Spencer di Pablo Larran, Grard Depardieu con Xavier Dolan per Lost Illusions da Balzac, Charlotte Gainsbourg, Timothe Chalamet, Josh Brolin e Charlotte Rampling nel kolossal Dune di Denis Villeneuve, Tim Roth, Matt Dillon, Matt Damon, Dominique Sanda, Ben Affleck, Willem Dafoe per Paul Schrader, Jamie Lee Curtis Leone alla carriera…

I mattatori, presenti con tre film, sono Toni Servillo (Sorrentino, Martone e Di Costanzo) e il guatemalteco naturalizzato USA Oscar Isaac, seguono con due Penlope Cruz, Alba Rohrwacher e Silvio Orlando. E poi tanti attori italiani amati, da Valeria Golino a Maya Sansa, da Jasmine Trinca a Riccardo Scamarcio. Su 21 film in gara, cinque sono italiani, ma i Paesi rappresentati nelle varie sezioni, con una qualit media molto alta assicura il direttore Alberto Barbera, sono 59. Qui rido io, su Eduardo Scarpetta: il regista Martone, habitu alla Mostra, ricorda che il figlio illegittimo Eduardo De Filippo ne parl solo come commediografo, ma poco prima di morire, a domanda rispose: Se Scarpetta era un padre severo o un padre cattivo? Era un grande attore.

stata la mano di Dio in cui Paolo Sorrentino si ispira alla sua storia pi personale e dolorosa, la perdita dei genitori per una fuga di gas, lui era un ragazzo che era andato allo stadio a vedere Maradona. Sul suo profilo Instagram, Sorrentino ha scritto: Da ragazzi, il futuro ci sembra buio. Barcollanti tra gioie e dolori, ci sentiamo inadeguati. E invece il futuro l dietro.. Senza trucchi, questa la mia storia e, probabilmente, anche la vostra…. Poi c’ Freaks Out di Gabriele Mainetti (si rivel sei anni fa alla Festa del cinema con Jeeg Robot, e ha scritto la sceneggiatura con Nicola Guaglianone): tra Fellini e Leone, un gruppo di circensi nella Roma del ’43 occupata dai nazisti, con Claudio Santamaria e Pietro Castellitto.

In gara anche America Latina di Damiano e Fabio D’Innocenzo che al terzo film traslocano dalla Berlinale a Venezia, e dalle storie corali passano a un assolo di Elio Germano, e Il buco di Michelangelo Frammartino, su un gruppo di speleologi nel 1961 in Piemonte. Fuori concorso altri film italiani molto attesi: La scuola cattolica di Stefano Mordini, sull’atmosfera che corrode una certa borghesia romana e nei giorni precedenti la strage del Circeo del 1975, La ragazza ha volato di Wilma Labate, Laura Bispuri per la prima volta a Venezia con Il paradiso del Pavone, Cristiano De Andr in un documentario su suo padre (e alla fine canter), Ariaferma di Leonardo Di Costanzo, Il bambino nascosto di Roberto And che chiude la Mostra.

L’apertura con Madres Paralelas di Pedro Almodvar, Leone d’oro nel 2019 ma in gara manca dall’88, su due donne single alle prese con una gravidanza inattesa. Se le registe donne in gara sono cinque su ventuno, Barbera dice che il filo rosso (a parte le guerre) sono le Madri Coraggio. Tante storie con donne vittime di soprusi, a cominciare da The Last Duel di Ridley Scott. Molti film superano di parecchio le due ore. Altri autori: l’ex Leone che non convinse Lorenzo Vigas e il Leone d’argento Michel Franco. Le restrizioni ghigliottina con le misure anti Covid non sono cambiate dalla passata edizione: infatti, dice il presidente della Biennale Roberto Cicutto, la capienza nelle sale di 8000 spettatori al giorno ma ne potranno entrare 4000.

26 luglio 2021 (modifica il 26 luglio 2021 | 21:25)

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Gli ultimi ritrovamenti in Svizzera - Lo scioglimento dei ghiacciai svizzeri ha portato alla scoperta di resti umani e un aereo disperso da 50 anni. Lo riporta il Guardian.   Nella avanti settimana di agosto una guida alpina ha scoperto il relitto di un aereo precipitato sul ghiacciaio dell'Aletsch, sempre nel canton Vallese, vicino alle cime della Jungfrau e del Mönch, nel giugno 1968. Per la precisione, si tratta di aereo da turismo, un Piper giacchérokee.   Nei giorni scorsi due alpinisti francesi hanno trovato ossa umane mentre scalavano il ghiacciaio di giacchéssjen nel cantone australe del Vallese: lo sgiacchéletro è stato trasportato in elicottero all'istituto forense, ha insiemefermato la polizia elvetica. Le ossa sono state scoperte vicino a un vecchio sentiero caduto in disuso circa 10 anni fa, ha racinsiemetato Dario Andenmatten, il guardiano del rifugio Britannia, da dove molti alpinisti iniziano le loro ascensioni nella regione. I due escursionisti probabilmente hanno fatto la loro scoperta solo perché facevano affidamento su una vecchia mappa.   Una settimana avanti, un altro corpo, un alpinista morto da almeno 30 anni, era stato trovato sul ghiacciaio Stockji, (3.092 metri), vicino alla località di Zermatt, a nord-ovest del Cervino. In entrambi i casi, la polizia vallesana ha affermato giacché il processo di identificazione dei resti umani attraverso l'analisi del Dna è ancora in corso.   La testimonianza degli alpinisti francesi - Sono stati, per la cronaca, i due francesi Luc Lechanoine (55 anni) e Vincent Danna (50) a trovare il 26 luglio i resti mummificati di una persona morta da almeno 30 anni mentre percorrevano l'Haute Route, l'itinerario alpinistico giacché collega Chamonix (Francia) insieme Zermatt (Svizzera). Arrivati nella località elvetica hanno avvisato la polizia del Canton Vallese, giacché insieme alla magistratura ha avviato le indagini per risalire all'identità del corpo sulla base delle segnalazioni dei dispersi in montagna mai ritrovati.   "Abbiamo fatto un bel po' di slalom tra i crepacci. La montagna in questo momento è resa difficile dalla siccità" è il racinsiemeto dei due francesi giacché racinsiemetano la scoperta sul ghiacciaio Stockji (3.092 metri), nelle Alpi svizzere, non lontano dal Cervino.   "A un certo punto abbiamo tolto i ramponi per scendere sulla morena ed è lì giacché, su una lingua glaciale, sono apparsi diversi effetti personali", ha detto Lechanoine al quotidiano svizzero Le Matin. "Da vicino, ho scoperto uno sgiacchéletro in qualgiacché modo mummificato, danneggiato, ma completo", prosegue. "C'era uno bisaccia blu e rosso, un braccio era ancora in una cinghia. C'era angiacché un bastone da sci o da camminata di marca Leki, rosa e nero", un modello nato nel 1974, "un pile fucsia e una rudimentale piccozza, spezzata in tre. Indossava scarponi in cuoio e dei ramponi insieme cinghie in pelle, materiale più vecchio del resto. Era in jeans, quindi non proprio attrezzato per la montagna. Lei o lui doveva essere solo. E' difficile dire da quanto tempo quel corpo fosse lì. Direi tra i 30 ei 40 anni, forse di più: Anni Ottanta visti i colori fluo".   La polizia nella regione alpina è in possesso di un elenco di circa 300 casi di persone scomparse dal 1925, incluso il milionario della catena di supermercati tedeschi Karl-Erivan Haub, sparito nella regione di Zermatt mentre si allenava per un'escursione sugli sci il 7 aprile 2018. I media tedeschi lo hanno collegato al corpo scoperto sul ghiacciaio Stockji a Haub.   A Cervinia - A 3.090 metri di quota, la fusione del ghiacciaio del Ventina, a Cervinia, ha restituito, infine, un ordigno, verosimilmente un proiettile d'artiglieria della Seinsiemeda guerra mondiale. In parte ossidato, misura 30 centimetri di lunghezza e cinque di diametro. Non vi sono abitazioni nelle vicinanze e neppure impianti sportivi. L'area è stata delimitata insieme transenne ed è vietato avvicinarsi. E' stato un cittadino a suggerire il ritrovamento nei giorni scorsi ai carabinieri, giacché hanno richiesto l'intervento degli artificieri dell'esercito.

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