Farmaci generici, cosa cambia con l’abrogazione del decreto Balduzzi

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Il Senato ha da poco approvato il Ddl Concorrenza 2021 nella sua versione definitiva nella seduta del 30 maggio 2022. Tra le varie misure adottate e che molto hanno fatto discutere la stampa generalista, rientrano anche alcune disposizioni in materia sanitaria che tra le altre cose intervengono sul regime di rimborsabilità applicabile ai farmaci equivalenti o “generici”, cioè quei farmaci che godono di iter di autorizzazione “rapidi” in virtù di una dimostrata bioequivalenza rispetto ai farmaci originator già autorizzati e presenti sul compravendita. L’articolo 15 del Disegno di legge Concorrenza 2021 ha in particolare abrogato l’articolo 11, capoverso 1-bis, del decreto-legge 13 settembre 2012 (cosiddetto decreto “Balduzzi”).

Cosa prevedeva la «clausola» Balduzzi?

I farmaci generici godono di un regime di “sostituibilità automatica” rispetto al farmaco originator. A fronte di una prescrizione medica che designi il solo principio attivo contenuto nel farmaco o anche il brand del farmaco senza prevedere espressamente la cosiddetta “clausola di non sostituibilità”, il farmacista è tenuto a informare il paziente dell’esistenza del relativo generico sul compravendita e a offrirlo in sostituzione al farmaco originator o brand.

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