«Tra due mondi», l’indagine di Juliette Binoche infiltrata tra lavoratrici precarie- Corriere.it

di Paolo Mereghetti

Storia diretta da Emmanuel Carrre: vite private, sguardo sociale, dilemmi esistenziali

Come dice il titolo italiano Tra due mondi (l’originale —
Ouistreham
— il nome del comune della Normandia da cui partono i traghetti per Portsmouth), tutto il film costruito su una doppia opposizione, tra la costa francese e quella inglese, tra chi sale sui traghetti quando scendono i passeggeri e ne discende quando arrivano i nuovi, tra chi comanda e chi deve obbedire, tra chi ha un lavoro sicuro e chi solo uno precario… ma anche tra chi vive tutte quelle situazioni sulla propria pelle e chi invece le attraversa solo per osservarle, per raccontarle… E allo stesso modo anche il film sembra muoversi tra due opposti, una prima parte pi narrativa e una seconda dove quella narrazione interrogata e messa sotto esame.

All’origine c’ l’inchiesta di una giornalista di Le Monde, Florence Aubenas, che nel 2010 pubblica Le Quai de Ouistreham dove racconta la sua esperienza come addetta alle pulizie nella regione di Caen: si presentata sotto falsa identit per provare sulla sua pelle cosa fosse il lavoro precario fatto di impieghi senza difese sindacali, dove si pu essere licenziati da un momento all’altro, e in questo modo condividere la vita di chi deve fare i conti con la disoccupazione e la povert. Un libro che ha immediatamente conquistato Juliette Binoche la cui testardaggine nel volerlo portare al cinema riuscita a travolgere le difese della Aubenas (che temeva di veder sminuite o peggio travisate le sue pagine), finendo per coinvolgere nel progetto anche Emmanuel Carrre, pi probabilmente per quello che aveva dimostrato come scrittore (Vite che non sono la mia un bell’esempio di come si pu entrare nelle esistenze degli altri) che per i suoi rari exploit da regista.

Molto pi ricca invece la sua esperienza da sceneggiatore (qui in coppia con Hlne Devynck) e si vede da subito il suo tocco, da quando ci fa conoscere la protagonista (interpretata da una Binoche fin troppo sprovvista di glamour) nell’ufficio per le richieste di impiego, tra le persone di cui ben presto condivider la condizione. Anche se quasi subito Carrre sospende il filo puramente narrativo per svelarci che quella Marianne che abbiamo visto un po’ impacciata, alle prese con un curriculum malfatto e con le domande inquisitorie di chi recluta personale, anche una scrittrice che condivide con lo spettatore, attraverso la sua voce fuori campo, le prime riflessioni e i primi tentativi di scrittura.

Certo, nella prima parte del film a farla da padrone (narrativamente parlando) l’incontro con Cdric, con Marilou, con Michle e Richard, con Marcienne, con Luise e poi con Christle, con Justine, con Nadge, con Kevin, con Faal, uomini e donne (tutti non professionisti, alcuni addirittura affidati a chi, con altro nome, Aubenas aveva davvero incontrato) con cui divide quotidianamente i problemi del lavoro e della vita, tutti con una loro umanit pi o meno nascosta che l’occhio indagatore di Marianne sveler e racconter. E su cui apre squarci anche nella vita privata, senza le pretese di esaustivit di un’inchiesta sociologica ma con lo sguardo empatico di chi vuole condividere pi che spiegare. Come quando registra le confidenze di Cdric.

Poi per la sua copertura viene svelata (come, lo scoprirete nel film) ed allora che il film si pone le domande a cui pi difficile rispondere: fino a dove era giusto entrare nelle vite di quelle persone? E soprattutto: morale usare quelle vite per scrivere un libro, in qualche modo sfruttarle, piegarle a uno scopo che loro non conoscevano? Il libro finito e pubblicato (vediamo la presentazione di fronte ad alcune delle persone che sono state coinvolte nella narrazione) ma Carrre non vuole fermarsi qui: si inventa un ultimo confronto tra Marianne e Christle che costringe la scrittrice per lo meno a porsi alcune domande. Perch sulle risposte nemmeno il film sa trovare le parole giuste, lasciando allo spettatore il compito di interrogarsi da solo.

5 aprile 2022 (modifica il 5 aprile 2022 | 17:02)

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