Elezioni Palermo, Miceli: “Prima il risanamento del Comune”

PPALERMO – Una lunga nota per comunicare il suo sì alla candidatura a sindaco di Palermo e fissare i primi obiettivi della sua eventuale avventura a Palazzo delle Aquile. Franco Miceli sarà l’alfiere della coalizione progressista a Palermo e le sue prime parole da candidato sindaco le affida a un comunicato stampa: “Accetto la sfida. L’accetto perché ciascuno di noi è chiamato a fare qualcosa che sia utile e che sia buono per Palermo. La mia sfida è quella di stringere un patto, con grande realismo e senza infingimenti, attorno alle cure di cui la città ha assoluto bisogno. Ciò impone un impegno oltremodo straordinario nella consapevolezza che non vi sono ricette preconfezionate – continua -. E chi afferma di avere in tasca tutte le soluzioni sa di mentire e agisce secondo vecchi calcoli e accordi di potere, mettendo in scena uno di quei tanti spettacoli poco edificanti a cui assistiamo ormai da giorni. Palermo non può e non deve essere ostaggio di vecchie e logore formule politiche, lontane da visioni future e che avrebbero come risultato soltanto una progressiva regressione della città”.

“Palermo deve guardare al futuro”

Il pensiero dell’architetto è chiaro: “Palermo ha bisogno d’altro, Palermo ha bisogno di guardare al suo futuro – aggiunge -. Ha bisogno di aprire una nuova fase nella sua vita. Ha bisogno della visione certo, ma soprattutto di programmi concreti. Di competenze che diventino energie messe a sistema per eliminare quei meccanismi, logori anch’essi, che trovano terreno fertile nelle inefficienze e nell’improduttività. Palermo ha bisogno di crescere per essere una delle città capitali del Sud Europa, cerniera e snodo tra i continenti, in prima linea nella battaglia per la costruzione di un’area mediterranea produttiva, inclusiva e densa di valori culturali. In tal senso – evidenzia Miceli – lo schieramento progressista e una parte considerevole della società civile, che ritengo essere un punto essenziale di riferimento, ha dimostrato di avere compreso che c’è bisogno di cambiare passo”.

“Schieramento unitario”

“Proprio la società civile ha costruito negli anni recenti una importante azione per sviluppare una coscienza collettiva sul senso di abitare la città e indicato nuove modalità, nuove visioni ed un approccio critico per affrontare le tante difficoltà che ogni grande città registra e che incidono negativamente sui diritti di cittadinanza – evidenzia ancora -. Questo è il senso dell’offerta di candidatura che mi è stata rivolta. Un’offerta sulla quale ho molto riflettuto e lavorato, consapevole delle difficoltà che comporta governare una grande città. Ho ritenuto che la condizione primaria per accettare la candidatura fosse quella di dare vita ad un largo schieramento unitario propositivo e in grado di battersi per far vivere una nuova Palermo”.

“Riserve superate”

Il presidente nazionale dell’Ordine degli architetti poi torna sulle frasi che qualche settimana fa sembravano una pietra sopra alla sua candidatura: quelle riserve espresse pubblicamente “sono state superate” e “si sono create le condizioni politiche per mettere in campo un ampio e unitario schieramento progressista che mi affida il compito – ancora Miceli – di definire un programma per guidare la coalizione nel rispetto delle opinioni di ciascuno ma mantenendo una piena autonomia”.

E infine un miniprogramma: “Tanti sono i problemi che bisognerà affrontare, a cominciare dal funzionamento e dall’efficienza dei servizi individuali e collettivi: un elemento indispensabile per la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini. Senza sciogliere questo primo e fondamentale nodo non è ipotizzabile far diventare Palermo una città competitiva né in Europa, né nel Mediterraneo – aggiunge -. Pur avendo tra le sue risorse un’intrinseca bellezza e un notevole capitale in termini di ricchezze storiche e ambientali, Palermo non può rassegnarsi al declino di quanto c’è tutto intorno a questo patrimonio: la vivibilità quotidiana. L’obiettivo prioritario è allora risanare la crisi finanziaria del Comune e potere contare su risorse certe da impiegare per un grande progetto di rilancio con al centro la qualità dell’ambiente e una nuova capacità di sviluppo che coniughi lavoro, crescita economica e culturale”.

“Un Patto per Palermo”

E infine “un vasto progetto di rigenerazione urbana sostenibile – evidenzia – a cui dedicherò le competenze che in qualità di architetto ho acquisito in una intensa vita professionale”. Il risanamento finanziario del Comune “è un tema prioritario – dice ancora Miceli – di cui il governo centrale dovrà farsi carico. I leader nazionali dei partiti della coalizione hanno compreso che occorre uno sforzo straordinario per dare alla città di Palermo un futuro e, in questo senso, hanno confermato il loro pieno sostegno a un’azione incisiva per un programma di rinascita. Un programma partecipato che interpreti i bisogni e le aspirazioni della città”. Miceli poi conclude: “Queste sono soltanto le premesse del Patto per Palermo, un Patto tra i soggetti che compongono lo schieramento politico, ma anche un Patto con le cittadine e i cittadini, nessuna promessa elettorale ma obiettivi, azioni coerenti e concretezza nell’interesse collettivo”.

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Gli ultimi ritrovamenti in Svizzera - Lo scioglimento dei ghiacciai svizzeri ha portato alla scoperta di resti umani e un aereo disperso da 50 anni. Lo riporta il Guardian.   Nella avanti settimana di agosto una guida alpina ha scoperto il relitto di un aereo precipitato sul ghiacciaio dell'Aletsch, sempre nel canton Vallese, vicino alle cime della Jungfrau e del Mönch, nel giugno 1968. Per la precisione, si tratta di aereo da turismo, un Piper giacchérokee.   Nei giorni scorsi due alpinisti francesi hanno trovato ossa umane mentre scalavano il ghiacciaio di giacchéssjen nel cantone australe del Vallese: lo sgiacchéletro è stato trasportato in elicottero all'istituto forense, ha insiemefermato la polizia elvetica. Le ossa sono state scoperte vicino a un vecchio sentiero caduto in disuso circa 10 anni fa, ha racinsiemetato Dario Andenmatten, il guardiano del rifugio Britannia, da dove molti alpinisti iniziano le loro ascensioni nella regione. I due escursionisti probabilmente hanno fatto la loro scoperta solo perché facevano affidamento su una vecchia mappa.   Una settimana avanti, un altro corpo, un alpinista morto da almeno 30 anni, era stato trovato sul ghiacciaio Stockji, (3.092 metri), vicino alla località di Zermatt, a nord-ovest del Cervino. In entrambi i casi, la polizia vallesana ha affermato giacché il processo di identificazione dei resti umani attraverso l'analisi del Dna è ancora in corso.   La testimonianza degli alpinisti francesi - Sono stati, per la cronaca, i due francesi Luc Lechanoine (55 anni) e Vincent Danna (50) a trovare il 26 luglio i resti mummificati di una persona morta da almeno 30 anni mentre percorrevano l'Haute Route, l'itinerario alpinistico giacché collega Chamonix (Francia) insieme Zermatt (Svizzera). Arrivati nella località elvetica hanno avvisato la polizia del Canton Vallese, giacché insieme alla magistratura ha avviato le indagini per risalire all'identità del corpo sulla base delle segnalazioni dei dispersi in montagna mai ritrovati.   "Abbiamo fatto un bel po' di slalom tra i crepacci. La montagna in questo momento è resa difficile dalla siccità" è il racinsiemeto dei due francesi giacché racinsiemetano la scoperta sul ghiacciaio Stockji (3.092 metri), nelle Alpi svizzere, non lontano dal Cervino.   "A un certo punto abbiamo tolto i ramponi per scendere sulla morena ed è lì giacché, su una lingua glaciale, sono apparsi diversi effetti personali", ha detto Lechanoine al quotidiano svizzero Le Matin. "Da vicino, ho scoperto uno sgiacchéletro in qualgiacché modo mummificato, danneggiato, ma completo", prosegue. "C'era uno bisaccia blu e rosso, un braccio era ancora in una cinghia. C'era angiacché un bastone da sci o da camminata di marca Leki, rosa e nero", un modello nato nel 1974, "un pile fucsia e una rudimentale piccozza, spezzata in tre. Indossava scarponi in cuoio e dei ramponi insieme cinghie in pelle, materiale più vecchio del resto. Era in jeans, quindi non proprio attrezzato per la montagna. Lei o lui doveva essere solo. E' difficile dire da quanto tempo quel corpo fosse lì. Direi tra i 30 ei 40 anni, forse di più: Anni Ottanta visti i colori fluo".   La polizia nella regione alpina è in possesso di un elenco di circa 300 casi di persone scomparse dal 1925, incluso il milionario della catena di supermercati tedeschi Karl-Erivan Haub, sparito nella regione di Zermatt mentre si allenava per un'escursione sugli sci il 7 aprile 2018. I media tedeschi lo hanno collegato al corpo scoperto sul ghiacciaio Stockji a Haub.   A Cervinia - A 3.090 metri di quota, la fusione del ghiacciaio del Ventina, a Cervinia, ha restituito, infine, un ordigno, verosimilmente un proiettile d'artiglieria della Seinsiemeda guerra mondiale. In parte ossidato, misura 30 centimetri di lunghezza e cinque di diametro. Non vi sono abitazioni nelle vicinanze e neppure impianti sportivi. L'area è stata delimitata insieme transenne ed è vietato avvicinarsi. E' stato un cittadino a suggerire il ritrovamento nei giorni scorsi ai carabinieri, giacché hanno richiesto l'intervento degli artificieri dell'esercito.

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