Sanremo 2022, il ciclone Ferilli travolge Amadeus: “Sei come Mattarella, attento che ti fanno condurre altre sette edizioni”

Sabrina Ferilli, durante il suo monologo

Licia Casali

05 Febbraio 2022

Sanremo – Elegantissima in abito lungo rosa cipria, Sabrina Ferilli scende le scale del teatro Ariston poco prima delle 20:30 e con la sua simpatia travolge subito il pubblico, ma anche il conduttore: «Conduci maratone da dodici ore al giorno, Mentana ti fa un baffo: lo superi a sinistra – scherza, togliendogli la giacca – Dove ce l’hai le pile? Tu vai in camerino e ri ricarichi, hai la colonnina dietro il palco, sei un presentatore ibrido».

«E’ solo l’entusiasmo» replica lui. Ma Sabrina Ferilli continua: «La tua forza ce l’hanno in pochi: Iva Zanicchi, Morandi e Mattarella. Stai attento, se davvero non volessi più condurre il Festival stasera falla brutta perché sennò, visto come butta in Italia, ti chiedono di restare altri sette anni».

Il monologo

«Io non ho monologhi stasera…». Sabrina Ferilli inizia così il suo “non monologo” al Festival di Sanremo. «Quando ho saputo di questa possibilità delle domande me le sono fatte. Questi due anni sono stati molto duri e di monologhi da soli ce ne siamo fatti tanti. E poi molti temi tra i più belli già sono stati toccati dalle mie bravissime colleghe, cosa avrei potuto dire?», racconta l’attrice invitando Amadeus a sedersi con lei sulle scale. Poi elenca una lunga serie di argomenti impegnati di cui avrebbe potuto parlare e che sono stati al centro di “piccole riunioni in famiglia”: “civili, sociali, sull’umanità…”. Poi conclude: «Ma perché la presenza mia deve per forza essere legata a un problema grosso, cosmico, per giustificare il fatto che sto qua? Io sto qua per il mio lavoro, le mie scelte, i miei amori e le mie amicizie. Alla fine ho pensato che le cose migliori per accompagnarmi sul palco erano queste, la nostra storia. Ho scelto la strada della leggerezza, perché come diceva Calvino in tempi così pesanti bisogna saper planare sulle cose con un cuore senza macigno perché la leggerezza non è superficialità».

L’abbraccio col figlio tredicenne di Amadeus, seduto in prima fila, è il momento clou del monologo, accompagnato dalle risate e dagli applausi del pubblico. «Sono qui per presentare un piccolo ragazzo che diventerà uomo, il figlio di Giovanna e Amadeus. Devo conoscerlo perché quando Amadeus gli ha chiesto un nome da suggerirgli di chi poteva affiancarlo ha fatto il mio». Cosi’ si è diretta verso il ragazzino e l’ha abbracciato dicendogli: «Sei bellissimo, lo sai che da questo momento resteremo sempre insieme”. E poi si e’ fatta scattare una foto con lui da Mara Venier, che in precedenza aveva preso in giro per il colore dell’abito. «Mara mi avevi detto che ti mettevi in fucsia e sei in bianco, ti cercavo ma non ti vedevo…».

Ferilli, la terza volta all’Ariston

Per l’attrice romana si tratta della terza volta su questo palco: la prima nel 1996 accanto a Pippo Baudo come co-conduttrice, la seconda nel 2002 come ospite. 

Amadeus l’ha scelta come padrona di casa ascoltando il consiglio del figlio tredicenne: «Mi piace Sabrina Ferilli perché dice le parolacce che diciamo noi». E lei non delude le attese. Dopo il record di ascolti delle prime quattro serate «noi questa sera non faremo un c…» scherzava in conferenza stampa. Aggiungendo poi: «Condurre Sanremo? No… io voglio fare l’attrice. Mi piace fare l’attrice. Anche qualche divagazione al tema, ma presentare è un’altra cosa. Non mi piace la confusione di ruoli di questo periodo, la trovo pericolosa: ognuno deve fare il suo, e migliorarsi nel suo. Saltare di palo in frasca non incontra il mio parere positivo».

Durante la presentazione al conduttore si è rivolta scherzando: «Stasera non si farà un cavolo… ma finora tutti sono stati bravissimi, eccezionali. Magari Amadeus mi farà uscire alle 3, faremo corsi di sopravvivenza, per fortuna è previsto qualche piccolo snack. Tutt’al più mi vedrete sul finale quando si dirà chi ha vinto». Poi torna seria: «Per chi fa questo mestiere, questo è un momento straordinario, ci sono anche rischi, non è detto che si faccia un’ottima figura, l’emozione gioca tanto, l’aspirazione ad esserci credo sia di tutti».

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