La Sicilia si emoziona per Mattarella: chi vince, chi perde

Un Presidente che non alza la voce. Ma sa farsi ascoltare. Vincitori e sconfitti.

Tanti siciliani si sono emozionati ed è bello scoprirlo, leggendo i post su Facebook che raccontano un sentimento sincero di affetto, dopo la proclamazione del Mattarella bis. E’ successo a moltissimi italiani – senza una formale distinzione geografica – ma se sottolineiamo il dato regionale è per illuminare una peculiare sintonia. Perché i siciliani lo sanno in prima persona quanto sia rara la Sicilia che riscalda davvero con un sorriso di speranza, senza l’ipocrisia di una maschera. I siciliani non hanno letto sui giornali dei morti di mafia, li hanno incontrati. I siciliani, forse più di altri, hanno sofferto per le ferite inflitte dalla cattiva politica. I siciliani conoscono il gusto agrodolce di un orizzonte vagheggiato e tradito. Perciò, hanno più bisogno di essere felici.

Ecco perché vedere la riconferma di un siciliano perbene nel ruolo di custode delle istituzioni – un uomo che ha raccolto le spoglie di un fratello assassinato, che è stato artigliato dal lutto più violento, che si è ribellato con perseveranza, uno di noi – suscita una gratitudine indomabile, una gioia nel riscatto. Era stato già così nell’incipit. Tuttavia, adesso, alle prese con una fragilità che mai avremmo immaginato, la figura del Presidente Sergio Mattarella è un approdo che conforta di più.

E’ rara la Sicilia di Sergio Mattarella. Non alza la voce, ma sa farsi ascoltare. Non costruisce un teatro a ogni passo, dove esibire chiassose retoriche: tira avanti per la sua nobile strada con discrezione. Non idolatra il favore, perché crede nel diritto. Non cerca l’esibizione, preferendo la sostanza. Non ama l’abbanniata, scegliendo l’essenzialità dei contenuti, nella sobrietà della forma. Non chiede, ma viene cercata. Non sempre si nota, salvo quando non c’è, allora l’assenza si fa lancinante. Ecco: è la Sicilia migliore.

Ci sono parole che più di altre restano della giornata che ha sancito la riconferma. Parole, magari, in sordina, che non tutti annotano, eppure necessarie per giungere al nocciolo. Ieri, nel raccontare la diretta della seduta per il Quirinale, ci siamo imbattuti in un passaggio: “Il presidente Mattarella ci ha detto che aveva altri piani per il suo futuro, ma vista la situazione ha detto che serve una mano lui c’è, si è messo a disposizione”. Una dichiarazione della capogruppo al Senato delle Autonomie al Senato Julia Unterberger. Era l’anticipo del ‘Se serve, ci sono’ che di lì a poco sarebbe diventato il mantra dello scrutinio. Ed è il termine ‘futuro’, non consueto nella cupezza di un certo modo di pensare da siciliani, che colpisce. Mattarella era e sarà il Presidente del domani condiviso, di un cammino, vissuto come servizio, per migliorare il senso di una comunità. Quali che fossero i progetti.

Per un vincitore morale e materiale, su diverse prospettive, ci sono vincitori e sconfitti nella trama delle segrete strategie. Vince Enrico Letta che osserva il trionfo di una personalità gradita, vince appena di misura Matteo Renzi che è riuscito a prendere la via giusta con efficace tempismo. Pareggia Silvio Berlusconi, per la telefonata e il sostegno che gli hanno tardivamente fornito un aplomb istituzionale, dopo la sfortunata avventura quirinalizia delle settimane scorse. Perde Giuseppe Conte che si è dimostrato ondivago e politicamente impalpabile. Perde Giorgia Meloni per l’endemica difficoltà ad accettare un risultato comune, in ossequio al dogma dell’isolamento coerente. Straperde Matteo Salvini e tutti sanno già perché.

In ogni caso, i sentieri della nostra brutta, litigiosa e confusa politica hanno prodotto un grande risultato. La chiosa del Presidente riconfermato è esplicita: “Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati e naturalmente devono prevalere su altre considerazioni e prospettive personali differenti”. Dentro c’è la passione civile di un siciliano raro. Ed è come se ci fossimo anche noi.

(foto tratta dal sito del Quirinale)

Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

Related Stories

Discover

“Orfeo e le Sirene” tornano durante Italia: il Getty...

"Orfeo e le Sirene" tornano con Italia: il Getty di Los Angeles restituisce le sculture del IV secolo a. C.

Blitz dell’Fbi a casa Trump, l’ex presidente Usa passa...

Blitz dell'Fbi a casa Trump, l'ex presidente Usa passa al contrattacco

Ucraina, Medvedev: incidenti possibili anche in centrali nucleari Ue

Ucraina, Medvedev: incidenti possibili anche in centrali nucleari Ue

Ucraina, Consiglio di sicurezza Onu sulla centrale di Zaporizhzhia

Ucraina, Consiglio di sicurezza Onu sulla centrale di Zaporizhzhia

Ossa e relitti: ecco circostanza restituiscono le Alpi con...

Gli ultimi ritrovamenti in Svizzera - Lo scioglimento dei ghiacciai svizzeri ha portato alla scoperta di resti umani e un aereo disperso da 50 anni. Lo riporta il Guardian.   Nella avanti settimana di agosto una guida alpina ha scoperto il relitto di un aereo precipitato sul ghiacciaio dell'Aletsch, sempre nel canton Vallese, vicino alle cime della Jungfrau e del Mönch, nel giugno 1968. Per la precisione, si tratta di aereo da turismo, un Piper giacchérokee.   Nei giorni scorsi due alpinisti francesi hanno trovato ossa umane mentre scalavano il ghiacciaio di giacchéssjen nel cantone australe del Vallese: lo sgiacchéletro è stato trasportato in elicottero all'istituto forense, ha insiemefermato la polizia elvetica. Le ossa sono state scoperte vicino a un vecchio sentiero caduto in disuso circa 10 anni fa, ha racinsiemetato Dario Andenmatten, il guardiano del rifugio Britannia, da dove molti alpinisti iniziano le loro ascensioni nella regione. I due escursionisti probabilmente hanno fatto la loro scoperta solo perché facevano affidamento su una vecchia mappa.   Una settimana avanti, un altro corpo, un alpinista morto da almeno 30 anni, era stato trovato sul ghiacciaio Stockji, (3.092 metri), vicino alla località di Zermatt, a nord-ovest del Cervino. In entrambi i casi, la polizia vallesana ha affermato giacché il processo di identificazione dei resti umani attraverso l'analisi del Dna è ancora in corso.   La testimonianza degli alpinisti francesi - Sono stati, per la cronaca, i due francesi Luc Lechanoine (55 anni) e Vincent Danna (50) a trovare il 26 luglio i resti mummificati di una persona morta da almeno 30 anni mentre percorrevano l'Haute Route, l'itinerario alpinistico giacché collega Chamonix (Francia) insieme Zermatt (Svizzera). Arrivati nella località elvetica hanno avvisato la polizia del Canton Vallese, giacché insieme alla magistratura ha avviato le indagini per risalire all'identità del corpo sulla base delle segnalazioni dei dispersi in montagna mai ritrovati.   "Abbiamo fatto un bel po' di slalom tra i crepacci. La montagna in questo momento è resa difficile dalla siccità" è il racinsiemeto dei due francesi giacché racinsiemetano la scoperta sul ghiacciaio Stockji (3.092 metri), nelle Alpi svizzere, non lontano dal Cervino.   "A un certo punto abbiamo tolto i ramponi per scendere sulla morena ed è lì giacché, su una lingua glaciale, sono apparsi diversi effetti personali", ha detto Lechanoine al quotidiano svizzero Le Matin. "Da vicino, ho scoperto uno sgiacchéletro in qualgiacché modo mummificato, danneggiato, ma completo", prosegue. "C'era uno bisaccia blu e rosso, un braccio era ancora in una cinghia. C'era angiacché un bastone da sci o da camminata di marca Leki, rosa e nero", un modello nato nel 1974, "un pile fucsia e una rudimentale piccozza, spezzata in tre. Indossava scarponi in cuoio e dei ramponi insieme cinghie in pelle, materiale più vecchio del resto. Era in jeans, quindi non proprio attrezzato per la montagna. Lei o lui doveva essere solo. E' difficile dire da quanto tempo quel corpo fosse lì. Direi tra i 30 ei 40 anni, forse di più: Anni Ottanta visti i colori fluo".   La polizia nella regione alpina è in possesso di un elenco di circa 300 casi di persone scomparse dal 1925, incluso il milionario della catena di supermercati tedeschi Karl-Erivan Haub, sparito nella regione di Zermatt mentre si allenava per un'escursione sugli sci il 7 aprile 2018. I media tedeschi lo hanno collegato al corpo scoperto sul ghiacciaio Stockji a Haub.   A Cervinia - A 3.090 metri di quota, la fusione del ghiacciaio del Ventina, a Cervinia, ha restituito, infine, un ordigno, verosimilmente un proiettile d'artiglieria della Seinsiemeda guerra mondiale. In parte ossidato, misura 30 centimetri di lunghezza e cinque di diametro. Non vi sono abitazioni nelle vicinanze e neppure impianti sportivi. L'area è stata delimitata insieme transenne ed è vietato avvicinarsi. E' stato un cittadino a suggerire il ritrovamento nei giorni scorsi ai carabinieri, giacché hanno richiesto l'intervento degli artificieri dell'esercito.

Zelensky: più perdite subiranno i russi, prima finirà la...

Zelensky: più perdite subiranno i russi, prima finirà la guerra

Popular Categories

Comments

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui