Sicilia, Turano: “L’unità del centrodestra non si tocca”

L’assessore a tutto campo.

L’Udc esce non soltanto a testa alta da questa tornata di Amministrative, ma anche, in qualche città emblematica, con il dito puntato a indicare la direzione strategica, di flessibilità nell’unità, all’intero centrodestra”. Mimmo Turano, assessore alle Attività produttive nella giunta Musumeci e leader del partito centrista, più che incensare, rivendica: “In tanti – dice  – bocciano, stroncano, fanno ammenda delle alleanze cosiddette atipiche, senza riflettere sul fatto che a volte vanno bene, altre non sono opportune. Si deve ragionarvi sopra caso per caso. Ad Alcamo, caso tanto discusso, l’Udc con una alleanza simile ha non solo limitato i danni, ma si è affermata”.

Lei insiste sull’importanza dell’interpretazione delle realtà locali per crescere strategicamente. E l’unità del centrodestra?

“Non si tocca, purché sia unità concreta. Io sono uomo di centrodestra e lo sarò sempre, per il centrodestra lavoro e ho lavorato anche laddove ho stretto intese con partiti esterni alla coalizione, come con il Pd ad Alcamo”.

Alcamo, quasi un caso di scuola. Come la vede, dopo la sonora affermazione, ancora, del Movimento 5 Stelle?

“La vedo come una altrettanto sonora affermazione da parte nostra, una performance che dà ragione di ciò che avevo detto per tempo, già dieci e cinque anni fa. Tutt’altro che una sconfitta, insomma. Se Alcamo esprime da anni determinate pulsioni di cambiamento, non si può reagire con passività, arroccandosi. Il sindaco Surdi ha vinto nettamente la propria corsa, passando personalmente tuttavia dal 48% al 42%, mentre le tre liste che lo hanno sostenuto hanno preso il 32% contro il 33% della lista unica delle precedenti consultazioni”.

Senza fare i conti in tasca agli altri, la sua Udc?

“Beh, ha chiuso con un 12,50% che non esito a definire strepitoso”.

Non si può dire lo stesso del centrodestra “official”…

“Evidentemente no, è andato incontro a una débacle che avevo pure previsto in tempi non sospetti e antichi. Già nove anni fa mi ero distinto dentro la nostra area, candidandomi personalmente contro proposte già vecchie. Difendo più che mai quella scelta, che oggi continua a pagare. Qui non si tratta di cambiare cavallo, ma di montare bene in sella, purtroppo ad Alcamo il resto del centrodestra si è irrigidito, non è stato elastico. E ha pagato. E noi ne siamo usciti come primo partito”.

Un’occhiata… di centro in una provincia confinante, quella di Agrigento. Un nome: Cuffaro. Amico, concorrente? Che altro?

“Chiaramente, una volta e per tutte: io sono felice di ciò che sta facendo Totò Cuffaro. Un uomo che sa fare le cose bene, il suo buon lavoro elettorale ha dato i suoi frutti, non c’è sorpresa ma contentezza per lui. Ma altrettanto francamente le dico che l’Udc non nutre nessuna invidia, e per un motivo semplice: ha ottenuto dagli elettori molto di più”. Oltre ad Alcamo, citerei Adrano, 10,50%, Noto, 12%, Favara, Porto Empedocle, Capo d’Orlando con risultati fra il 7 e il 9%”.

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