Violenza domestica, Zverev sotto procedimento anche dell’Atp: «Massima collaborazione»- Corriere.it

di Marco Calabresi

Il tedesco era stato accusato dalla sua ex per dei presunti episodi del 2019: spintoni e un tentativo di soffocamento

Alexander Zverev continua a girare il mondo portandosi dietro le accuse di violenza domestica rivolte dalla sua ex compagna, Olya Sharypova. E ora, in ritardo rispetto alle tante voci sul conto del tedesco uscite nell’ultimo periodo, anche l’Atp vuole vederci chiaro. L’associazione dei giocatori ha aperto un’indagine interna per fare luce soprattutto sugli episodi che risalgono al Masters 1000 di Shanghai del 2019, quando Olya aveva seguito il compagno: l che, secondo le parole della Sharypova, Zverev sarebbe stato protagonista di un tentativo di soffocamento con un cuscino e avrebbe spintonato la donna contro un muro.

Zverev ha sempre respinto oggi accusa, sporgendo querela anche nei confronti di Ben Rothenberg, il giornalista a cui Olga (che non ha mai voluto adire le vie legali per denunciare l’attuale numero 4 del mondo, perch l’intenzione quella di far conoscere la verit, non di punire Sascha,) aveva rilasciato l’intervista.

Le accuse mosse contro Alexander Zverev sono gravi e abbiamo la responsabilit di affrontarle – ha spiegato il Ceo dell’Atp, Massimo Calvelli -. Ci auguriamo che la nostra indagine ci consentir di stabilire i fatti e determinare adeguati provvedimenti. Comprendiamo il fatto che Zverev abbia accolto favorevolmente la nostra indagine e che riconosciamo il fatto che abbia negato tutte le accuse. Monitoreremo anche eventuali ulteriori sviluppi legali a seguito dell’ingiunzione preliminare ottenuta da Zverev nei tribunali tedeschi.

A fine agosto, dopo la pubblicazione di un ulteriore articolo con nuovi dettagli sulla vicenda, Zverev aveva diramato una nota ufficiale: Nego assolutamente e in modo categorico di aver maltrattato Olga. Inoltre, do il mio pieno appoggio alla creazione di una politica sulle violenze domestiche da parte dell’Atp. L’Atp lo ha fatto: Come organizzazione riconosciamo la necessit di fare di pi per garantire che tutti coloro che sono coinvolti nel tennis professionistico si sentano al sicuro e protetti – ancora Calvelli -. Le raccomandazioni del Rapporto sulla salvaguardia ci aiuteranno ad affrontare questo problema in modo solido. Ci impegniamo a fare passi avanti significativi e sappiamo che non sar un processo da un giorno all’altro.

4 ottobre 2021 (modifica il 4 ottobre 2021 | 18:54)

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Gli ultimi ritrovamenti in Svizzera - Lo scioglimento dei ghiacciai svizzeri ha portato alla scoperta di resti umani e un aereo disperso da 50 anni. Lo riporta il Guardian.   Nella avanti settimana di agosto una guida alpina ha scoperto il relitto di un aereo precipitato sul ghiacciaio dell'Aletsch, sempre nel canton Vallese, vicino alle cime della Jungfrau e del Mönch, nel giugno 1968. Per la precisione, si tratta di aereo da turismo, un Piper giacchérokee.   Nei giorni scorsi due alpinisti francesi hanno trovato ossa umane mentre scalavano il ghiacciaio di giacchéssjen nel cantone australe del Vallese: lo sgiacchéletro è stato trasportato in elicottero all'istituto forense, ha insiemefermato la polizia elvetica. Le ossa sono state scoperte vicino a un vecchio sentiero caduto in disuso circa 10 anni fa, ha racinsiemetato Dario Andenmatten, il guardiano del rifugio Britannia, da dove molti alpinisti iniziano le loro ascensioni nella regione. I due escursionisti probabilmente hanno fatto la loro scoperta solo perché facevano affidamento su una vecchia mappa.   Una settimana avanti, un altro corpo, un alpinista morto da almeno 30 anni, era stato trovato sul ghiacciaio Stockji, (3.092 metri), vicino alla località di Zermatt, a nord-ovest del Cervino. In entrambi i casi, la polizia vallesana ha affermato giacché il processo di identificazione dei resti umani attraverso l'analisi del Dna è ancora in corso.   La testimonianza degli alpinisti francesi - Sono stati, per la cronaca, i due francesi Luc Lechanoine (55 anni) e Vincent Danna (50) a trovare il 26 luglio i resti mummificati di una persona morta da almeno 30 anni mentre percorrevano l'Haute Route, l'itinerario alpinistico giacché collega Chamonix (Francia) insieme Zermatt (Svizzera). Arrivati nella località elvetica hanno avvisato la polizia del Canton Vallese, giacché insieme alla magistratura ha avviato le indagini per risalire all'identità del corpo sulla base delle segnalazioni dei dispersi in montagna mai ritrovati.   "Abbiamo fatto un bel po' di slalom tra i crepacci. La montagna in questo momento è resa difficile dalla siccità" è il racinsiemeto dei due francesi giacché racinsiemetano la scoperta sul ghiacciaio Stockji (3.092 metri), nelle Alpi svizzere, non lontano dal Cervino.   "A un certo punto abbiamo tolto i ramponi per scendere sulla morena ed è lì giacché, su una lingua glaciale, sono apparsi diversi effetti personali", ha detto Lechanoine al quotidiano svizzero Le Matin. "Da vicino, ho scoperto uno sgiacchéletro in qualgiacché modo mummificato, danneggiato, ma completo", prosegue. "C'era uno bisaccia blu e rosso, un braccio era ancora in una cinghia. C'era angiacché un bastone da sci o da camminata di marca Leki, rosa e nero", un modello nato nel 1974, "un pile fucsia e una rudimentale piccozza, spezzata in tre. Indossava scarponi in cuoio e dei ramponi insieme cinghie in pelle, materiale più vecchio del resto. Era in jeans, quindi non proprio attrezzato per la montagna. Lei o lui doveva essere solo. E' difficile dire da quanto tempo quel corpo fosse lì. Direi tra i 30 ei 40 anni, forse di più: Anni Ottanta visti i colori fluo".   La polizia nella regione alpina è in possesso di un elenco di circa 300 casi di persone scomparse dal 1925, incluso il milionario della catena di supermercati tedeschi Karl-Erivan Haub, sparito nella regione di Zermatt mentre si allenava per un'escursione sugli sci il 7 aprile 2018. I media tedeschi lo hanno collegato al corpo scoperto sul ghiacciaio Stockji a Haub.   A Cervinia - A 3.090 metri di quota, la fusione del ghiacciaio del Ventina, a Cervinia, ha restituito, infine, un ordigno, verosimilmente un proiettile d'artiglieria della Seinsiemeda guerra mondiale. In parte ossidato, misura 30 centimetri di lunghezza e cinque di diametro. Non vi sono abitazioni nelle vicinanze e neppure impianti sportivi. L'area è stata delimitata insieme transenne ed è vietato avvicinarsi. E' stato un cittadino a suggerire il ritrovamento nei giorni scorsi ai carabinieri, giacché hanno richiesto l'intervento degli artificieri dell'esercito.

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